Psicologia della bellezza: quanto conta esser belli nella nostra vita.

|

L’impatto della bellezza fisica sulla nostra vita è potente: si pensi alla relazione della bellezza col benessere o col successo scolastico o lavorativo.

Queste ragioni spingono molte persone a spendere numerose energie e anche denaro per la ricerca di un aspetto fisico più gradevole.

Nonostante vi siano numerosi proverbi che sembrano compensare i difetti con delle qualità: nella botte piccola c’è il vino buonol’abito non fa il monaco, non è tutto oro quello che luccica, ci sono altrettanti esempi che invece mantengono saldi gli stereotipi legati alla bellezza. La celebre frase la bellezza salverà il mondo, denota un ruolo della bellezza non estetico ma morale.

Non è cosa strana, visto che alla bellezza vengono associate anche altre doti; questo viene definito effetto alone della bellezza. Ad esempio, nell’antichità classica, gli artisti avevano il compito di riprodurre statue di personaggi come imperatori, condottieri, non in maniera fedele, ma idealizzata e con lo scopo di creare corpi non solo attraenti, ma esaltando anche altre doti e virtù.

È interessante notare come ciò sia evidente anche nel linguaggio quotidiano: si parla di ‘bella’ e ‘buona azione’ in maniera indifferente; anche gli aggettivi ‘piccolo’ e ‘piccolezza’ o ‘basso’ e ‘bassezza’ si riferiscono, oltre che al fisico, anche ad esempio, ad una persona con scarse qualità morali e il contrario, invece, per ‘grande’ e ‘grandezza’. Così lo stesso per ‘scherzo pesante’ associato a ‘brutto scherzo’ o ‘finezza’ utilizzato non solo come aggettivo per indicare una persona bella, ma anche in altri contesti come ‘oro fino’, ‘piatto raffinato’, ‘intelligenza fine’.

Nelle donne, rispetto agli uomini, il giudizio sulla propria bellezza appare molto severo. Questo inizia soprattutto con l’adolescenza e nello specifico quando si comincia ad avere come termine di paragone le bambole, come le moderne Winx o la Barbie che ha fatto storia, ma nello stesso tempo è stata oggetto di critica in quanto incarna un modello di bellezza non realistico.

Ad esempio, numerosi studi suggeriscono che il corpo di una donna risulta attraente se caratterizzato da giuste proporzioni tra seno e vita e vita e fianchi. L’esaltazione della vita molto stretta rispetto ai fianchi larghi risale al passato, quando le donne erano costrette ad entrare in bustini strettissimi e ad indossare gonne molto ampie sui fianchi.

Solitamente la percezione che abbiamo di noi stessi rispetto all’aspetto esteriore non combacia con quella che gli altri hanno di noi. Spesso, nel dare un giudizio, sia su noi stessi che sugli altri, soprattutto quando non ne siamo certi, ci rifacciamo al punto di vista socialmente condiviso secondo la teoria del confronto sociale. Questo è quello che accade anche per l’aspetto fisico, visto che ci atteniamo anche inconsapevolmente a degli standard a cui tutti aderiscono.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

×

Ciao!

Benvenuto, clicca per chattare

× CHATTA CON NOI